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Comunicato

Si è aperta stamattina a Palazzo della Consulta la discussione sulla legittimità costituzionale delle norme che impediscono di agire in giudizio contro la Germania per la deportazione e lo sfruttamento coatto di oltre 700 mila militari e civili italiani dopo l’8 settembre 1943.

La questione, sollevata dall’avvocato Joaquim Lau e ritenuta fondata da un giudice fiorentino, riguarda la legge n. 5/2013 del Parlamento italiano che recepisce nel nostro ordinamento la sentenza del tribunale de L’Aja del 3 febbraio 2012. Questa, riaffermando l’immunità della Germania, ha negato la giurisdizione del giudice italiano nelle cause civili per danni anche nel caso di crimini contro l’umanità.

I giudici della Consulta sono chiamati a decidere la legittimità di una legge che antepone il principio dell’immunità giurisdizionale degli Stati agli articoli 2 e 24 della Costituzione italiana (diritti inviolabili dell’uomo e diritto ad agire in giudizio),

Ci auguriamo che la Corte, la cui sentenza è attesa entro i primi di novembre, ripristini diritti individuali inalienabili e ristabilisca una giustizia attesa invano per settant’anni dagli schiavi di Hitler e dalle popolazioni vittime delle stragi della Wehrmacht in Italia, quanto in Grecia.

Questo nonostante la real politik: il bieco cinismo delle istituzioni e delle imprese tedesche, la subalternità dei nostri governi e la disattenzione pubblica; in questa contemporaneità, così segnata da nuove schiavitù e nuove guerre.

Cernobbio 23 settembre 2014

Valter Merazzi
Presidente Centro studi “Schiavi di Hitler”

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